Ti spiego il dato - ogni settimana

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Schedatura o raccolta dati?

Avere "più dati" su un gruppo di persone non è necessariamente un obiettivo da raggiungere

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Donata Columbro
Feb 04, 2026
∙ Paid

In questo numero: cosa distingue una raccolta dati da una schedatura, un censimento da un’operazione di sorveglianza? Me lo chiedete anche quando faccio formazione nelle aziende. Be’, è facile: gli obiettivi con cui vengono portate avanti e la trasparenza della metodologia di raccolta (e della conservazione dei dati). Ma cosa succede quando dati raccolti per conoscere vengono sfruttati per perseguitare un gruppo di persone?

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Ho passato la serata dell’ultimo lunedì di gennaio a camminare attorno allo stadio Olimpico con altre tre donne. Scarpe da ginnastica, una torcia in mano e un’app di Istat aperta sul telefono. La nostra squadra, la sq-559, doveva muoversi nel perimetro definito dal bravissimo Floriano Caprio, coordinatore delle aree “Mazzini” ed “Eur” di Roma per la conta delle persone senza fissa dimora, “Tutti contano”, un censimento voluto da Istat che per la prima volta avrebbe coperto più città in contemporanea. Non chiedetemi perché sono finita a Roma nord, a circa 8 km da casa mia, visto che al momento della registrazione era stata data la possibilità di segnarsi per il proprio quartiere. Quelle zone le frequento comunque per altri motivi “familiari”, ed è stato un modo per osservarle in un altro orario, senza persone in giro, con un cielo stranamente stellato per essere sopra la capitale. Il nostro team quella sera non ha incontrato nessuno, troppo freddo e troppo umido per scegliere come luogo di riparo una zona così esposta come quella attorno allo stadio. Ma anche “zero” è un numero che “conta”.

Chi ha scelto di partecipare l’ha vissuto come un "modo per essere utile alla città in cui vive", per "conoscerla meglio", ma anche per legare l'analisi dei dati a un aspetto più umano e concreto.

Come si coordina un’operazione di questo tipo in 14 città con 6mila volontari l’ho raccontato su SkyTG24 con un’intervista a Michele Ferraris, coordinatore nazionale della rilevazione e responsabile della comunicazione della fio.PSD, l’ente partner di Istat per il censimento.

Dove mi trovi prossimamente

  • 10 febbraio, Bergamo: presentazione del libro con Cristina Mostosi allo Spazio Manzù.

  • 20 febbraio, Bari: alle 15 intervengo all’università Aldo Moro sul contare i femminicidi, all’inaugurazione di un nuovo corso accademico (aperto a tutti, programma).

  • 24 febbraio, Perugia: presentazione del libro al circolo “Il Porco Rosso”.

  • 25 febbraio, online: “Dati presentati bene e femministi”, con le SlideQueen.

  • 5 marzo, Cento: presentazione del libro, ore 20:30 (info dettagliate in arrivo!)

  • 7 marzo, Trento: evento per la comunità Speak & Tech, aperto a tutti.

Sei tra le 14758 persone che leggono la newsletter. Nell’ultima puntata abbiamo fatto un esercizio di contemplazione davanti a un’illustrazione del 1880, ricca di dati. Vuoi provare anche tu?

Hai mai contemplato una data visualization, come in un museo?

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Donata Columbro
·
Jan 28
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Mentre perquisiva l’ufficio di un fattorino della Fabbrica licenziato all’improvviso (…), un procuratore scoprì centocinquantamila schede sulle “qualità morali” dei dipendenti e degli aspiranti tali della Fabbrica dalla fine degli anni quaranta in poi, redatte da un’efficientissima e gigantesca rete di spionaggio interna.

Marta Barone, Città sommersa (Bompiani 2020)

Schedare o raccogliere dati per conoscere?

Lo scorso dicembre un gruppo di studenti di Azione Studentesca, un movimento studentesco italiano di estrema destra, ha avviato un’iniziativa di “raccolta dati” per “un report nazionale sulla situazione delle scuole italiane”. Sulla loro pagina Facebook si legge:

Schierati per una scuola nuova: compila il form e inviaci la tua segnalazione!

Quel form però non era solo un modo per raccogliere dati sulla “situazione” delle scuole italiane, perché tra le domande

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