Hai mai contemplato una data visualization, come in un museo?
Comincia oggi la mia serie mensile di contemplazione e lettura di grafici e mappe
In questo numero: un esercizio di contemplazione davanti a una rappresentazione di dati può insegnarci tante cose diverse. Facciamo questo esperimento, insieme, ogni fine mese? Questa puntata è gratis, ma i prossimi mercoledì sarà riservata alle persone abbonate a pagamento.
Su Zanichelli è online il mio ultimo articolo di data literacy per le scuole secondarie: Come tenere a bada l’istinto della negatività, ispirato dal one and only Hans Rosling.
Per SkyTg24 ho fatto un lavoro di immersione nel sistema sistema statistico degli Stati Uniti che mi ha triggerata parecchio. Perché i finanziamenti sono sempre meno e, come ben spiegano i ricercatori dietro Data Index:
da una parte c’è la cancellazione dei dataset, poi quella di alcune variabili da indagini che però continuano a essere effettuate, dall’altra la dismissione di interi sistemi e strumenti digitali per la raccolta. Infine, l’accusa di manipolazione di dati pubblicati dalle agenzie federali quando accertano fatti su cui Trump ha un'opinione diversa.
Per la newsletter Numeri di Internazionale invece dialogo con il data journalist del País Daniele Grasso per capire come la sua redazione abbia scelto di illustrare l’incidente dei treni in Andalusia senza che la rappresentazione risultasse esageratamente spettacolare (è vero che con l’IA puoi simulare qualsiasi cosa, ma è proprio necessario?).
Dove mi trovi prossimamente
28 gennaio, Ravenna: oggi alle 15 tengo una lezione per il progetto Didattica InGenere di Udi, aperta alla cittadinanza.
29 gennaio, Roma: alle 18:30 presentazione del libro presso il teatro Jolie Rouge, in via delle Begonie 31.
30 gennaio, Terni: presentazione del libro alla Casa delle Donne.
10 febbraio, Bergamo: presentazione del libro con Cristina Mostosi allo Spazio Manzù.
25 febbraio, online: “Dati presentati bene e femministi”, con le SlideQueen.
Sei tra le 14820 persone che leggono la newsletter. Nell’ultima puntata grazie a Elena Canovi siamo andatə a Pechino, per scoprire se la sorveglianza sia un tema che ci riguarda oppure no:
Contemplare una data visualization
Come funziona la newsletter di oggi
Ogni ultimo mercoledì del mese contempliamo insieme una rappresentazione di dati, che sarà prevalentemente in formato visuale, almeno all’inizio. Perché ho scelto il verbo contemplare? Perché lo scopo di questo esercizio che vi propongo è dimostrare che guardare una visualizzazione di dati che derivano da un’analisi, scelti da qualcuno, per un motivo specifico, può svelarci tanto sia su di noi che osserviamo, sia su chi ha prodotto quel tipo di contenuto. In quella forma. Con quei colori, quelle linee, quelle assenze, quei pieni, quei simboli, quel testo che aggiunge dettagli. Non serve nessuna competenza per contemplare. Solo provare a stare davanti a qualcosa che magari non capiamo subito.
Lasciamoci stupire.
5 minuti di contemplazione
Guarda questa figura per almeno 5 minuti. Per ora non ti dico da dove arriva, chi l’ha realizzata, perché l’ho scelta.
Puoi aiutarti con queste domande: dove si posano i tuoi occhi? Cosa noti nei testi scritti? C’è qualcosa che manca? Che informazioni ne ricavi? Hai imparato qualcosa di nuovo solo osservando?
Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Fai partire un timer.
E passati i 5 minuti, vediamo di che si tratta.
Partiamo.
Il grafico è stato realizzato nel 1880 da Luigi Perozzo, matematico e statistico italiano, tratto dagli Annali di Statistica. Questa illustrazione è considerata una pietra miliare nella storia della data visualization e l’ho trovata sfogliando il volume History of Information Graphics edito da Taschen, che di solito mi aiuta a preparare le lezioni per i laboratori all’università.


L’ho scelta perché quando preparo le newsletter di Internazionale o scelgo la dataviz della settimana mi sono resa conto che oggi siamo abituati a percepire come d’impatto delle rappresentazioni dinamiche, che fanno parte di progetti interattivi più complessi. Per cominciare il nostro esercizio volevo che poteste concentrarvi su un’unica immagine, già completa di diverse informazioni. Non credo sarà l’ultima volta che partiremo da visualizzazioni storiche, me ne sono salvate altre quattro o cinque che voglio commentare qui, insieme.
E veniamo a Perozzo. La descrizione sul libro spiega che si tratta della prima volta in cui viene usato uno stereogramma, con una forma simile a una piramide, un classico della demografia, efficace per rendere visibile, a colpo d’occhio, la struttura di una popolazione.
Leggere un grafico, da dove parto?
La prima cosa da fare è cercare informazioni nel titolo o nelle didascalie: da qui sappiamo che l’autore voleva rappresentare
il numero assoluto dei nati vivi maschi e dei loro superstiti classificati per età, secondo i risultati dei censimenti, in Svezia tra il 1750 e il 1875.
Non siamo davanti a una semplice linea temporale o a un grafico a barre, perché Perozzo aveva l’esigenza di mostrare più variabili dentro lo stesso grafico: nati vivi e superstiti, per età, nel tempo. Due dimensioni non bastano, serve la terza. Gli anni li troviamo lungo la base, l’età è organizzata in fasce, e l’altezza rappresenta la quantità di individui. Poi abbiamo un’altra codifica visiva, quella del colore: i censiti in rosso (i dati raccolti nei momenti in cui veniva effettuato un censimento, i sopravvissuti in blu, e poi in azzurrino-verde ci sono quelle che chiama linee isodemiche, cioè linee che uniscono punti con lo stesso numero di individui, indipendentemente dall’età o dall’anno. Funzionano in modo molto simile alle curve di livello in una carta geografica: così come una curva di livello collega punti alla stessa altitudine, una linea isodemica collega punti con la stessa “quota demografica”. Le linee d’età in nero aiutano a leggere la superficie per fasce anagrafiche.
Non vi sembra di osservare una montagna, infatti? Nella parte finale si sale, perché c’è stata una crescita demografica importante. La popolazione maschile aumenta nel tempo, e la “montagna” diventa sempre più alta, soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento.
Domande che possiamo farci
La prima a cui ho pensato è stata: ma perché solo i maschi? E la seconda, perché uno statistico italiano si occupa della Svezia?
Nel libro da cui ho tratto la foto non ci sono informazioni a riguardo. Da qui è partita la mia caccia alla storia di Perozzo. Ovunque lo troviamo citato in pratica quasi solo per questo contributo alla statistica, come pioniere dell’uso dello stereogramma.
Per fortuna in rubrica ho il numero di almeno un demografo, cioè Francesco Rampazzo, che ogni tanto disturbo per parlare di natalità e mortalità (se vuoi fare data journalism devi avere unə demografə per amicə!). Stavolta mi interessava capire cosa ci vedesse lui, con le sue competenze, in questa immagine.
Ma sembra un lexis diagram, mi dice subito.
Sì, in effetti trovo altre citazioni di Perozzo in un paper sui lexis diagram, cioè grafici usati in demografia per rappresentare eventi che dipendono contemporaneamente da età e tempo. Prendono il nome da Wilhelm Lexis, economista e statistico tedesco che inventò questo tipo di grafico nell’800 proprio. E guardandone uno da vicino si capisce perché ricordano la figura di Perozzo:
C’è chi ha provato a usare il diagramma di Lexis per visualizzare altri fenomeni, come… l’età delle partner di Johnny Depp (!) (fonte).
Ma torniamo a noi.
La Svezia è sempre un punto di riferimento per i dati perché hanno serie storiche più lunghe, aggiunge Francesco Rampazzo.
Per i maschi invece ipotizziamo che siano i dati più sicuri e certi a disposizione. Certo è che la storia della statistica insegna che nei censimenti si contano… le persone che contano, che hanno il diritto di voto, pagano le tasse e possono essere chiamate a fare servizio militare. Per molto tempo questo è stato permesso solo agli uomini.
Io ho notato anche i font, cioè la cura che l’autore del grafico ha dedicato alla scelta dei caratteri dei testi nell’immagine, come fosse un’opera artistica più che un grafico inserito dentro una rivista scientifica.
Perozzo due, la vendetta
Mentre cercavo altre informazioni su Perozzo scopro che qualcun altro ci ha dedicato non una, ma ben due newsletter: RJ Andrews, autore del libro Info We Trust, ne ha scritto esplorando il grafico che abbiamo osservato anche noi e ne ha realizzato una versione interattiva molto bella e utile a fini didattici. Ma poi ci è tornato su, perché il nostro Perozzo ha prodotto anche una seconda versione del suo stereogramma, pubblicando la tavola con iscrizioni in latino per la diffusione internazionale. Vi rimando alla sua bellissima Chartography.
Come è andata questa contemplazione?
Ci hai visto dettagli di cui non abbiamo parlato? Conoscevi questo tipo di grafico? Parliamone ancora nei commenti!
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A mercoledì prossimo!







A proposito di contemplazione e di musei, pochi giorni fa sono andato al museo Maxxi di Roma e mi sono trovato all'interno di una mostra completamente costruita su grafici e visualizzazioni, e l'ho trovata bellissima. La mostra è su Roma rispetto alle altre città del mondo, e a noi romani piace molto parlare di Roma, ma a parte questo bias iniziale è davvero molto interessante come nella mostra si riesca a fruire dei dati grazie alla costruzione di visualizzazioni 3D, spesso con materiali evocativi (a titolo di esempio, il livello di smog nelle città è rappresentato da fili grigi che pendono dal soffitto: la città che ha più fili è quella più inquinata e infatti attarverso alcune di esse non riesci a vedere). Consiglio di andare a contemplare quelle data visualization, così come Donata ci allena a fare.
A sto giro hai attirato la mia attenzione :)
Mi ha ispirato e ho chiesto all'Ai di rivedere questa data visualization in chiave moderna
ecco il risultato con Claude
https://claude.ai/public/artifacts/98380569-584d-4e01-b704-ce454cf84348
versione con Gemini
https://gemini.google.com/share/06f7e0e73160
versione con Lovable
https://perozzo.lovable.app
Alla prossima!