Lunedì scorso sono stata a vedere l’anteprima del film The Social - Il prezzo della verità (esce il 9 ottobre) e sono felice che Aaron Sorkin abbia letto e tradotto per il grande schermo il mio libro “Dentro l’algoritmo”. Ok ok, lasciamo da parte la megalomania. Il film mi è piaciuto perché raccontare come funzionano gli algoritmi delle piattaforme non basta: il merito di The Social, e in realtà dell’inchiesta giornalistica alla base del film, è mostrare molto bene che la nostra esperienza del feed di Instagram e Facebook è frutto di scelte molto consapevoli del suo fondatore, Mark Zuckerberg. Interpretato magistralmente - scusate, qui ho un bias - da Jeremy Strong. Ve ne parlo più sotto.

Dove mi trovi prossimamente
8 ottobre, Roma: alle 12 alla presentazione del dossier inDifesa di Terre des Hommes presso la sede di Anci. Alle 16 siamo in onda su SkyTg24.
11 ottobre, Pisa: una domenica all’Internet festival.
13 ottobre, Torino: alle 18:30 un evento al Circolo dei lettori su Revenge porn, cyberbullismo, con Vera Gheno.
16 ottobre, Tavagnacco: sono ospite all’AI Forum.
17 ottobre, Bologna: alle 16 un talk su “Chi possiede i nostri dati?” al Tecnopolis.
Cosa ho scritto (o cosa ho detto)
Su SkyTg24 riporto i dati di un’indagine di Code for Africa che ha svelato una rete clandestina di reclutamento di stranieri nelle forze armate russe. Un sistema che sfrutta anche infrastrutture e servizi digitali europei per costruire una vera e propria rete di traffico di esseri umani.
Come si racconta una storia con i dati: per Zanichelli lo spiego in un articolo lunghissimo e spero utile, anche da usare in classe (lo rimetto, che non l’avete cliccato).
Saggezza e dati, in uno speciale di RaiNews che anticipa quello che faremo a Pisa.
Sei tra le 15400 persone che leggono la newsletter. Nell’ultima puntata ho parlato di small IA e collettive di dati:

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Comprendere la neutralità come una forma di privilegio significa dunque riconoscere le dinamiche di potere e dominio che si celano dietro le logiche competitive delle piattaforme e che hanno favorito la costruzione di un ecosistema in cui prosperano linguaggi violenti, ironie aggressive ed esclusioni simboliche di tutto ciò che non rientra nel maschile egemonico.
Silvia Semenzin, Internet non è un posto per femmine (Einaudi 2026)
The Social, o le ragioni per cui gli algoritmi funzionano così
Nel novembre del 2022 ho pubblicato un libro con la casa editrice effequ dal titolo “Dentro l’algoritmo”. Dieci giorni dopo OpenAI ha reso disponibile al pubblico ChatGPT e a quel punto gli algoritmi e l’influenza che esercitano sulle nostre vite sono diventati meno interessanti.
Non fraintendetemi: quel libro l’ho portato in giro parecchio e ha fatto la sua parte di divulgazione anche nel pieno della fascinazione per qualcosa che non sapevamo nemmeno come integrare nella nostra quotidianità, l’IA generativa, appunto. Ma poi - mi sembra - siamo tornati a dare tutto per scontato. E inevitabile.
Sono stata a vedere l’anteprima di The Social - Il prezzo della verità (The Social Reckoning è il titolo originale), grazie a Sony Pictures, e mi sono entusiasmata per il grande ritorno dell’algoritmo al centro dei nostri pensieri.
È la storia di un’inchiesta giornalistica, quella condotta da Jeff Horwitz (nel film è Jeremy Allen White) e pubblicata sul Wall Street Journal in una serie di articoli raccolti sotto il titolo “The Facebook Files”, per cui ha vinto un premio Pulitzer. Horwitz convince Frances Haugen, una data scientist che lavora nell’Integrity team di Facebook, a collaborare con lui e, grazie ai documenti che raccoglie in più di due anni come whistleblower, il giornalista riesce a dimostrare che l’evoluzione dell’algoritmo di Facebook è frutto di decisioni prese in modo consapevole dall’azienda… per peggiorare l’esperienza degli utenti, non migliorarla, e inseguire il profitto.
Jeremy Strong è un Mark Zuckerberg perfetto, le* bimb* di Succession non resteranno delus* da KendallRoyLookingSad. Ho cercato i trailer per sentirlo interpretare il personaggio con la voce originale e credo che tornerò a guardare il film per le scene in cui interpreta l’amministratore delegato e fondatore di Facebook che trema impettito nella situation room dell’azienda davanti a scelte in realtà molto semplici come chiudere l’account dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump mentre incita i manifestanti durante l’attacco a Capitol Hill.
Devastante poi vederlo sostenere con convinzione che “Facebook è soltanto una bacheca, è neutro!”, mentre sia le persone che lavorano per lui sia il team di crisi assunto prima dell’audizione al senato provano a ricordargli che evidentemente non è così: c’è un algoritmo - un sistema di algoritmi - disegnato per spingere l’engagement sui contenuti che alimentano le reazioni più forti. Un sistema che inizialmente viene implementato per rispondere a un calo del tempo speso dagli utenti sulla piattaforma: le pagine dei brand hanno troppa rilevanza e le persone si annoiano. Ecco che arrivano le nuove MSI, le meaningful social interactions, cioè i segnali che dicono all’algoritmo che le persone non amano quel contenuto, ma amano interagirci.
La stessa cosa succede nelle altre piattaforme, come spiega in modo efficace questo signore con un post su X:

Quando l’Integrity team interno, poi sciolto nel 2020, prova a spiegare al fondatore di Facebook che questo cambio comporta un rischio di radicalizzazione degli utenti e un aumento dei contenuti estremisti, Zuckerberg chiede di tradurre in numeri la perdita di engagement: è l’1%. Troppo per un’azienda quotata in borsa che ha bisogno di utenti perennemente connessi.
Le MSI restano, e l’algoritmo diventa quel motore di rabbia, esaltazione, tristezza, dipendenza che conosciamo oggi.

La dataviz della settimana
Anche le altre piattaforme come TikTok non rivelano come funzionano i loro algoritmi ma ci sono altri giornalisti e giornaliste (e team di ricerca) che hanno provato a capirlo. L’anno scorso il Washington Post ha reclutato dei lettori per tracciare il loro utilizzo dell’app, per mostrare come lo scroll infinito tenga le persone incollate, raccogliendo dati per un periodo di sei mesi.

Ti ricordo che se vuoi coinvolgermi in un evento puoi scrivere a contact-columbro@elastica.eu.
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A mercoledì!





