Anche io mi commuovo tutte le volte che penso a Roma, città che mi ha adottato da venti anni.
Me ne sono innamorata il giorno in cui ci sono venuta per un colloquio di lavoro. Partivo da Bologna ed era freddissimo, sono arrivata a Roma nel pieno di una splendida giornata di sole con almeno 15 gradi.
Mi sono innamorata del clima e della gente, delle infinite opportunità che mi offriva e di cui ho potuto godere in tutti questi anni.
È una città a cui sono molto grata, e a cui perdono tutto. Non riesce mai a farmi arrabbiare più di quanto non mi abbia reso felice in tutti questi anni.
Mi sono sempre identificata in questa descrizione:
"Conoscevo già la città e già l' amavo come una persona, con quell' ansia, con quel timore di perderla, di non riuscire a possederla interamente che sono propri, appunto, dell' amore. Già desideravo quel giorno in cui la passione si tramuta in un calmo affetto, quel giorno in cui ne facessi talmente parte da lagnarmi, come tutti i veri abitanti,delle sue magagne e delle sue scomodità". (Cesarina Vighy, L' ultima estate)
"Con quel timore di perderla". Sì. Mi arrabbio anche io, ma poi capisco perché sia così, perché non si può trattarla male. Soprattutto quando ti accoglie come sa fare lei.
Che bel pezzo, Donata! Da milanese innamorata da sempre di Roma, mi sono immedesimata molto nelle tue parole e in quelle degli scrittori che citi: la commozione che mi prende ogni volta che sono lì, tra quelle vie e quei palazzi e quella luce, non la provo in nessun altro posto al mondo. Ed è un sentimento che non mi so spiegare 🧡
Ecco, da torinese i primi tempi mi sembrava incredibile di sentire proprio di poter chiamare "casa" non solo i luoghi, le strade, le vie, le persone, ma anche gli odori di questa città. Ma è stato così fin dalle prime discese a Termini <3
che bello il tuo pezzo su Roma, io purtroppo mi sono disamorata, ma per lunghi anni ho provato i tuoi sentimenti pazzi. Ora Roma è come un ex fidanzato o marito che hai amato tantissimo ma ti ha stremato, non so se rendo ! ♥️
Buongiorno. Non ho mai conosciuto nessun'altra persona che avesse la zia di nome Desolina. Nel mio caso, sorella di Cleonice, Costantino e Sinibaldo, tutti nati nel sud del Lazio e poi trasferitisi chi a Roma, chi a Londra (e Desolina, cioè Desì, ma anche civettuolamente Daisy, in entrambe le città). Correre ai fori la mattina con l'alba dietro al Colosseo, impagabile piacere di chi è fortunat* ad abitare in quella città, con il privilegio di essere poco fuori le mura e in pochi km raggiungere quei luoghi.
Nomi stupendi! Io da piccola mi vantavo molto di questa zia Desi, personaggio di livelli quasi mitologici. Ora non c'è più, ma le ho sempre raccontato che una grossa "responsabilità" della mia scelta di vivere a Roma è stata sua <3
La prima volta che andai a Roma avevo 6 anni ed ero coi miei nonni per robe tra ospedali. Però lì capì che "nelle città succedono cose". Sono ancora innamorato di questo pensiero. E delle città, ovviamente :) Grazie per la tua lettera
Io con Barcellona, purtroppo e per fortuna :)
esattamente <3
Anche se non ci vivo più, posso capire bene cosa intendi. Roma l’ho vissuta nei mie anni adolescenziali e mi è rimasta nel cuore. L’ho amata da subito, ed è stato per sempre. ❤️ E anche io ci ho scritto una newsletter https://emanuelagioia.substack.com/p/lodore-della-memoria?r=2c6gns&utm_medium=ios
Anche io mi commuovo tutte le volte che penso a Roma, città che mi ha adottato da venti anni.
Me ne sono innamorata il giorno in cui ci sono venuta per un colloquio di lavoro. Partivo da Bologna ed era freddissimo, sono arrivata a Roma nel pieno di una splendida giornata di sole con almeno 15 gradi.
Mi sono innamorata del clima e della gente, delle infinite opportunità che mi offriva e di cui ho potuto godere in tutti questi anni.
È una città a cui sono molto grata, e a cui perdono tutto. Non riesce mai a farmi arrabbiare più di quanto non mi abbia reso felice in tutti questi anni.
Mi sono sempre identificata in questa descrizione:
"Conoscevo già la città e già l' amavo come una persona, con quell' ansia, con quel timore di perderla, di non riuscire a possederla interamente che sono propri, appunto, dell' amore. Già desideravo quel giorno in cui la passione si tramuta in un calmo affetto, quel giorno in cui ne facessi talmente parte da lagnarmi, come tutti i veri abitanti,delle sue magagne e delle sue scomodità". (Cesarina Vighy, L' ultima estate)
"Con quel timore di perderla". Sì. Mi arrabbio anche io, ma poi capisco perché sia così, perché non si può trattarla male. Soprattutto quando ti accoglie come sa fare lei.
Che bel pezzo, Donata! Da milanese innamorata da sempre di Roma, mi sono immedesimata molto nelle tue parole e in quelle degli scrittori che citi: la commozione che mi prende ogni volta che sono lì, tra quelle vie e quei palazzi e quella luce, non la provo in nessun altro posto al mondo. Ed è un sentimento che non mi so spiegare 🧡
Ecco, da torinese i primi tempi mi sembrava incredibile di sentire proprio di poter chiamare "casa" non solo i luoghi, le strade, le vie, le persone, ma anche gli odori di questa città. Ma è stato così fin dalle prime discese a Termini <3
che bello il tuo pezzo su Roma, io purtroppo mi sono disamorata, ma per lunghi anni ho provato i tuoi sentimenti pazzi. Ora Roma è come un ex fidanzato o marito che hai amato tantissimo ma ti ha stremato, non so se rendo ! ♥️
Ecco, hai riconosciuto il love bombing che sa fare questa città e te ne sei tirata fuori, io invece ancora pienamente dentro :)
Buongiorno. Non ho mai conosciuto nessun'altra persona che avesse la zia di nome Desolina. Nel mio caso, sorella di Cleonice, Costantino e Sinibaldo, tutti nati nel sud del Lazio e poi trasferitisi chi a Roma, chi a Londra (e Desolina, cioè Desì, ma anche civettuolamente Daisy, in entrambe le città). Correre ai fori la mattina con l'alba dietro al Colosseo, impagabile piacere di chi è fortunat* ad abitare in quella città, con il privilegio di essere poco fuori le mura e in pochi km raggiungere quei luoghi.
Nomi stupendi! Io da piccola mi vantavo molto di questa zia Desi, personaggio di livelli quasi mitologici. Ora non c'è più, ma le ho sempre raccontato che una grossa "responsabilità" della mia scelta di vivere a Roma è stata sua <3
NON CITERÒ FLAIANO, NON… :)
solo chi ama Roma può citare Flaiano :)
La prima volta che andai a Roma avevo 6 anni ed ero coi miei nonni per robe tra ospedali. Però lì capì che "nelle città succedono cose". Sono ancora innamorato di questo pensiero. E delle città, ovviamente :) Grazie per la tua lettera